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Firenze annuncia lo stop ai diesel euro 5. Ecco da quando

Sarà anticipata al 1° marzo 2023, anziché partire dal 1° novembre 2025, la limitazione della circolazione dei veicoli privati e merci diesel fino a euro 5, nelle zone del Comune di Firenze in cui non sono rispettati i valori di biossido d’azoto. La limitazione sarà preceduta da un piano di comunicazione rivolto ai cittadini e da un programma di contributi per la sostituzione dei veicoli. E’ stato tenuto conto che il divieto degli euro 4 non ha prodotto riduzioni sufficienti, tali da garantire il rispetto dei valori limite della stazione per questo si è ritenuto necessario estendere le limitazioni verso ulteriori categorie di veicoli.

A deciderlo una delibera della Giunta regionale, che ha ricevuto oggi parere favorevole dalla commissione Ambiente dell’assemblea legislativa toscana. La misura si è resa strettamente necessaria a causa di una sentenza dello scorso maggio con la quale la Corte di giustizia dell’Unione europea ha contestato il mancato rispetto da parte dell’area di Firenze del valore limite di biossido di azoto. 

Tra i provvedimenti adottati, sono entrati in vigore i divieti di circolazione, da marzo 2021, per i veicoli privati e merci diesel euro 4 in alcune zone di Firenze. Il divieto è accompagnato da un programmai di incentivi, finanziato dal ministero e gestito dal comune di Firenze, rivolto a cittadini e imprese per la sostituzione dei veicoli a diesel con veicoli a basso impatto ambientale. La dotazione finanziaria complessiva è pari a 3 milioni e mezzo di euro, dei quali il Comune nel 2021 ha già assegnato un milione e ad agosto 2022 ha pubblicato un nuovo bando, con scadenza 31 dicembre 2022, estendendo il contributo anche alla rottamazione dei diesel euro 5, per un importo pari a 2 milioni e mezzo.

Quindi l’ambiente è ancora al centro dei dibattiti politici e sociali e delle politiche commerciali di molte aziende, prima fra tutte TOYOTA.

Modelli sempre più elettrificati ma con tecnologie differenti e una gamma sempre più vicina alle diverse esigenze della clientela: il tutto per raggiungere, come Toyota Motor Europe, la completa neutralità carbonica in Europa entro il 2040. Lo ha evidenziato il presidente e Ceo Matt Harrison, nel corso dell’evento annuale Kenshiki illustrando la visione, la strategia tecnologica e gli ultimi prodotti e servizi del gruppo giapponese. Harrison ha anche sottolineato come Toyota voglia accelerare “nel processo di trasformazione da Car Company a Mobiliy Company” perché questo “è il futuro della mobilità”. 

Attraverso una azione su più fronti – riduzione dei consumi di energia, passaggio al green e abbattimento delle emissioni – TME punta a rendere tutti i suoi stabilimenti produttivi europei neutrali dal punto di vista della CO2 entro il 2030.Come ha spiegato Marvin Cooke, vicepresidente esecutivo della produzione, “presso il nostro stabilimento di motori a Deeside, nel Regno Unito, abbiamo già installato pannelli solari equivalenti a 10 campi da calcio, riciclando oltre il 90% dei rifiuti per generare energia green e prevediamo di essere carbon neutral già nel 2025. Verso il 2040, per le attività al di fuori del controllo diretto di TME, come le forniture a monte e la logistica, la sfida è molto più grande e la raggiungeremo in stretta collaborazione con i nostri partner e fornitori.” 

Ma Toyota ha anche sottolineato la propria preferenza – in questo scenario complesso e incerto – per una strategia multi-tecnologica anche perché “a causa dell’attuale scarsità e degli alti costi dei materiali delle batterie e della mancanza di infrastrutture, è meglio utilizzare una combinazione di veicoli elettrici a batteria, ibridi plug-in e ibridi elettrici per ridurre le emissioni di CO2 nei prossimi 10-15 anni”. 

Il risultato è una gamma che comprenderà sempre più veicoli elettrici a batteria, a celle a combustibile, ibridi e ibridi plug-in: il tutto per rafforzare i risultati positivi che si stanno registrando in questo 2022 in cui TME prevede di vendere circa 1,1 milioni di veicoli (di cui due terzi elettrificati) crescendo leggermente su un mercato europeo in calo del -12%, e così raggiungendo una quota di mercato record del 7,3%, pari a +0,9 punti rispetto allo scorso anno.  

Ma a Bruxelles Toyota ha anche presentato la visione di mobilità racchiusa nel concetto di ‘Woven Planet’ che – ha spiegato il responsabile James Kuffner – prevede “nuove piattaforme e strumenti, software, processi e un cambiamento culturale verso lo sviluppo informatico per Toyota”. Un processo che troverà la sua concretizzazione in una Woven City, attualmente in costruzione vicino al Monte Fuji, e che “migliorerà la produttività fornendo software che consentono la scalabilità e il riutilizzo del codice su centinaia di modelli Toyota e Lexus”. Fondamentale in questa strategia la creazione della piattaforma software ‘Arene’ grazie alla quale Toyota arriverà alla progettazione dell’architettura software in anticipo rispetto allo stesso sviluppo dell’hardware.