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Bollo auto 2026: cosa cambia, come si calcola e come evitare brutte sorprese.

Chi possiede un'auto lo sa bene: il bollo è quella tassa che si paga ogni anno solo per il fatto di essere proprietari di un veicolo, indipendentemente da quanto lo si usi. Nel 2026 le regole cambiano in modo significativo, con una riforma che si applicherà in più fasi fino al 2028. Ecco tutto quello che c'è da sapere, spiegato in modo semplice.

Perché il bollo cambia nel 2026

Il Decreto Legislativo 147/2026 attua la riforma del federalismo fiscale regionale e introduce diverse novità sul bollo auto. Non tutte le modifiche entrano in vigore nello stesso momento: alcune sono già operative, altre arriveranno nei prossimi anni.

Dal 12 agosto 2026 la Regione competente per il pagamento del bollo viene individuata in base alla residenza del proprietario del veicolo. Le Regioni potranno inoltre concedere sconti fino al 20% a chi sceglie l'addebito diretto in conto corrente e ampliare la rateizzazione dei debiti fino a 72 rate. Viene anche chiarito un punto che generava spesso dubbi: il bollo resta dovuto anche quando sul veicolo è stato disposto un fermo amministrativo.

Dal 1° gennaio 2027 cambiano le regole per il superbollo (di cui parliamo più avanti) e per il recupero dei tributi non pagati, con una procedura di riscossione più rapida. Cambia anche un aspetto molto pratico per chi guida un'auto a noleggio a lungo termine: il bollo passerà a carico dell'utilizzatore.

Dal 1° gennaio 2028, infine, cambieranno le scadenze per i veicoli di nuova immatricolazione: il primo pagamento dovrà avvenire entro l'ultimo giorno del mese successivo all'immatricolazione e coprirà dodici mesi da quella data. Anche i rinnovi successivi seguiranno questa nuova logica.

Come si calcola il bollo auto

Il calcolo si basa sulla potenza del veicolo, espressa in kilowatt (kW) e riportata sulla carta di circolazione. Il numero di kW viene moltiplicato per un importo stabilito da ciascuna Regione, che generalmente varia anche in base alla classe ambientale del veicolo, da Euro 0 a Euro 6. Se sul libretto è indicata solo la potenza in cavalli (CV), basta moltiplicarla per 0,736 per ottenere il valore in kW.

Per conoscere l'importo esatto, il modo più semplice è consultare il sito della propria Regione — molte mettono a disposizione calcolatori online, spesso con la possibilità di pagare direttamente — oppure usare il calcolatore gratuito disponibile sul sito ACI, inserendo semplicemente la targa del veicolo.

Quando scade il bollo e come non dimenticarlo

In generale, la scadenza del bollo coincide con il mese di immatricolazione del veicolo e il pagamento va effettuato entro il mese successivo. Un'auto immatricolata a giugno, per esempio, avrà il bollo in scadenza a giugno, con termine di pagamento a fine luglio.

Fa eccezione la Lombardia, dove per le auto immatricolate dopo il 2003 la scadenza è fissata nel mese precedente a quello di immatricolazione.

Per chi ha il dubbio di aver già pagato o meno, la soluzione più rapida è controllare il sito della propria Regione di residenza, dove spesso sono consultabili gli storici dei pagamenti, oppure usare il calcolatore ACI inserendo targa e Regione.

Un consiglio pratico: verificate se la vostra Regione consente la domiciliazione bancaria del bollo. Oltre a evitare di dimenticare la scadenza, in diverse Regioni questa opzione dà diritto a uno sconto — la riforma 2026 apre alla possibilità, per tutte le Regioni, di applicare fino al 20% di riduzione a chi sceglie l'addebito diretto permanente. Attenzione però: si tratta di una facoltà, non di un obbligo automatico, quindi conviene sempre verificare se la propria Regione l'ha effettivamente introdotta.

Avete venduto l'auto a un concessionario? Attenzione ai 60 giorni

Un punto che molti sottovalutano riguarda la vendita del veicolo a un rivenditore professionale. L'obbligo di pagare il bollo non si interrompe automaticamente con la consegna dell'auto: conta il momento in cui la cessione viene trascritta al Pubblico Registro Automobilistico (PRA).

Se la trascrizione avviene entro 60 giorni dalla vendita, l'obbligo di pagamento del venditore si interrompe dal periodo tributario successivo. Se invece la trascrizione arriva oltre i 60 giorni, il venditore può essere chiamato a pagare il bollo fino al momento effettivo della trascrizione, anche se nel frattempo non è più proprietario del veicolo.

Per questo motivo, dopo aver ceduto l'auto a un concessionario è sempre buona norma richiedere una visura PRA (disponibile a pagamento per pochi euro) per verificare che la cessione sia stata effettivamente registrata.

Come e dove pagare il bollo

Il pagamento avviene sempre attraverso il sistema PagoPA. È possibile utilizzare il sito della propria Regione, le delegazioni ACI, gli uffici postali, i punti Lottomatica e Mooney, le agenzie di pratiche auto, le banche aderenti a PagoPA (anche tramite Cbill in home banking) e l'app IO. A seconda del canale scelto, potrebbe essere applicata una piccola commissione.

Se per errore avete pagato alla Regione sbagliata — situazione frequente dopo un trasferimento di residenza — la riforma introduce una procedura specifica: la Regione che ha ricevuto il pagamento per errore dovrà trasferire le somme a quella competente, previa segnalazione tramite un apposito modulo.

E se il bollo è scaduto?

Se avete dimenticato di pagare e non avete ancora ricevuto un accertamento, potete regolarizzare la posizione con il ravvedimento operoso, versando l'imposta dovuta più sanzioni ridotte e interessi legali. La sanzione cresce progressivamente in base ai giorni di ritardo: più si aspetta, più costa, quindi conviene sempre muoversi il prima possibile.

La rateizzazione: fino a 72 rate

Una delle novità più interessanti della riforma riguarda la rateizzazione. Attenzione: si può chiedere solo dopo aver ricevuto un atto che contesta il mancato pagamento, non prima.

Dal 12 agosto 2026 è attivo un nuovo schema nazionale che, in caso di temporanea e comprovata difficoltà economica, può arrivare fino a 72 rate mensili, applicabile quando manca una disciplina regionale specifica. Il numero massimo di rate dipende dall'importo dovuto: si va da un minimo di 4 rate per debiti fino a 500 euro, fino appunto a 72 rate per debiti oltre i 20.000 euro. Attenzione alla decadenza dal piano: se in sei mesi non si pagano due rate, anche non consecutive, si perde il beneficio e l'intero debito diventa immediatamente esigibile.

Prescrizione: quando il bollo non è più dovuto

Il bollo si prescrive al termine del terzo anno successivo a quello in cui doveva essere pagato. Se però nel frattempo la Regione notifica un atto di richiesta di pagamento, la prescrizione si interrompe e il conto riparte da capo.

Esenzioni: chi non paga il bollo

Diverse categorie di veicoli e situazioni danno diritto all'esenzione totale o parziale, anche se le regole possono variare da Regione a Regione:

  • veicoli elettrici, a gas o metano, quando la normativa regionale lo prevede;
  • veicoli con più di 30 anni (esenzione automatica, salvo la tassa di circolazione se utilizzati su strada);
  • veicoli di interesse storico tra i 20 e i 29 anni, con riduzione del 50%;
  • veicoli destinati alla mobilità delle persone con disabilità, secondo i requisiti di legge.

Per queste ultime, l'esenzione è legata alla certificazione di disabilità grave (articolo 3, comma 3, della legge 104/1992) e a limiti di cilindrata specifici: 2.000 cc per i motori a benzina, 2.800 cc per i diesel, con regole dedicate anche per ibride ed elettriche.

Attenzione a una novità importante: dal 1° gennaio 2027 le esenzioni regionali dal bollo non si estenderanno più automaticamente al superbollo, l'addizionale dovuta per i veicoli sopra i 185 kW di potenza.

Noleggio a lungo termine: cosa cambia davvero

Ed eccoci al punto che ci sta più a cuore, visto che in BiAuto Rent lavoriamo ogni giorno con clienti che scelgono il noleggio a lungo termine invece dell'acquisto.

Dal 1° gennaio 2027, l'obbligo formale di pagare il bollo passa dalla società di noleggio all'utilizzatore del veicolo, in base al contratto annotato al PRA — un meccanismo simile a quello già in vigore per il leasing. La regola riguarda i contratti stipulati dal 2027 in poi, quelli rinnovati con decorrenza successiva al 31 dicembre 2026 e i contratti firmati prima ma con consegna del veicolo dal 2027.

La buona notizia per chi sceglie il noleggio è che, nella pratica quotidiana, cambia poco: come già oggi, sarà la società di noleggio a occuparsi materialmente del pagamento del bollo, includendone il costo nel canone mensile insieme ad assicurazione e manutenzione. Quello che cambia è solo il soggetto formalmente responsabile nei confronti del fisco — un dettaglio tecnico che non si traduce in un impegno aggiuntivo per chi guida l'auto a noleggio.

La riforma del bollo auto porta con sé più flessibilità (rateizzazioni più ampie, sconti per la domiciliazione) ma anche procedure di riscossione più rapide per chi non paga. La cosa più utile da fare, sia che abbiate un'auto di proprietà sia che stiate valutando un contratto di noleggio, è verificare sempre le regole della propria Regione di residenza e non lasciare scadere i termini.

Se state pensando di cambiare auto o di passare al noleggio a lungo termine, il nostro team è a disposizione per aiutarvi a valutare la soluzione più adatta alle vostre esigenze, bollo compreso.